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L'Azienda Sicura: Lezioni di Salute e Sicurezza sul Lavoro a cura di Renzo Rivalta


ultimo aggiornamento delle lezioni: 25/10/2015

Lezione 25
Il Protocollo dei Dispositivi di Protezione Individuale

Per "Protocollo dei DPI" si intende l'insieme dei documenti necessari in azienda che consentono di standardizzare tutte le fasi correlate con i DPI, compreso tutte le attività preliminari di individuazione, acquisto, consegna dei DPI, l'utilizzo da parte dei lavoratori, comprese le fasi di valutazione del mantenimento del livello di protezione e la relativa sostituzione in caso di valutazione negativa.

Si tratta di un percorso che è tanto più articolato quanti più soggetti aziendali intervengono. Il Protocollo dei DPI è pertanto estremamente importante nelle aziende di una certa dimensione dove, per l'articolazione organizzativa aziendale, le fasi di individuazione, acquisto e consegna, utilizzo e gestione e manutenzione sono svolte da soggetti diversi che possono agire con autonomia l'uno rispetto all'altro. Ed è proprio per l'autonomia organizzativa dei soggetti che intervengono che si possono verificare criticità in taluna di queste fasi che determina la mancata applicazione della legge, e, quel che è peggio, la mancanza di una protezione adeguata dei lavoratori nello svolgimento della propria attività.

Fase 1: l'individuazione dei DPI e L'elenco dei DPI Aziendali

L'individuazione dei DPI non può e non deve essere considerata avulsa dal contesto ma deve rientrare nell'ambito di una procedura standardizzata che parte dall'analisi aziendale dalla individuazione delle lavorazioni, dalla valutazione dei rischi e dalla individuazione delle necessarie misure di prevenzione e protezione.

Fra le misure di protezione rientra principalmente l'uso dei DPI. Pertanto per la corretta individuazione del giusto DPI non si può prescindere dalla analisi e valutazione del rischio. In tale fase l'individuazione del DPI è fatta, rischio per rischio, dal datore di lavoro, il quale si avvale della collaborazione e consulenza del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente. L'individuazione del DPI sarà fatta ricercando il livello di protezione che si vuole raggiungere (anche in relazione all'articolo 2087 del codice civile), quindi ricercando sul mercato quello che offre le maggiori garanzie, nel rispetto delle numerose norme UNI di riferimento che, per ovvie ragioni di spazio e con lo spirito della semplicità che si vuole attribuire al presente tutorial, non saranno trattate. Il consiglio, è quello di rivolgersi a siti specializzati in DPI nei quali vengono riportate le caratteristiche tecniche dei DPI e le norme UNI di riferimento.

Analizzato ogni rischio in azienda e determinate le caratteristiche tecniche prestazionali di ogni singolo DPI si redige un documento di sintesi di tutti i DPI aziendali contenente, per ogni singolo DPI:

- l'identificazione del DPI

- la classificazione della protezione (testa, occhi, udito, corpo, mano, ecc.)

- la descrizione sintetica della protezione

- la dotazione minima

- i requisiti prestazionali

- le normative UNI di riferimento

- eventuali alternative di scelta di DPI

Ecco un esempio di scheda di un DPI di protezione per l'utilizzo di motosega

Rischio Lineare

Naturalmente questo è solo un esempio didattico ed i dati contenuti possono non essere aggiornati.

L'insieme delle schede dei DPI è raccolto in un documento che prende il nome di "Elenco dei DPI Aziendali"

Il concetto di "Dotazione Minima" come alternativa al "Magazzino aziendale dei DPI"

La dotazione minima rappresenta il numero di DPI che deve essere, in ogni momento, in possesso del lavoratore. Contrariamente a quanto si ritiene, la dotazione minima rappresenta un risparmio economico nelle aziende di grandi dimensioni nelle quali l'acquisto dei DPI è legato a dinamiche aziendali, a gare d'appalto tese alla identificazione delle migliori offerte, e a tutte quelle dinamiche aziendali che non permettono al lavoratore di avere sostituito il DPI nel momento del bisogno.

Appare quasi inutile ricordare che le attività dei lavoratori non possono essere svolte in assenza dei necessari DPI (è lo stesso preposto che deve impedirlo). Cosa accade se un DPI perde la sua efficacia protettiva? Il lavoratore deve sospendere l'attività e sostituire il DPI. E se il DPI non è disponibile? L'attività non può essere ripresa con un danno evidente per l'azienda in termini di produttività.

Se, per contro il lavoratore possiede una dotazione minimima questi potrà attingervi segnalando, nel contempo al soggetto che deve provvedervi, della necessità di reintegro della dotazione minima.

La dotazione minima non è un obbligo per il datore di lavoro il quale tuttavia deve organizzare la propria azienda al fine di mettere in condizione i lavoratori di disporre in qualunque momento dei necessari DPI che posseggono la dovuta capacità di protezione. Il datore di lavoro quindi potrebbe organizzare all'interno dell'azienda un magazzino dei DPI dal quale attingere per le necessarie sostituzioni e reintegri. Questo, tuttavia, comporta un costo in termini di spazi da dedicare, di personale che gestisca il magazzino e di ogni altro onere correlato al mantenimento di scorte di magazzino. Oltre a ciò le scorte di magazzino possono divenire completamente ed istantaneamente inadeguate al mutare delle normative di riferimento.

Tutte queste considerazioni portano alla conclusione che la dotazione minima è certamente una valida alternativa al magazzino aziendale dei DPI quando si verificano le seguenti condizioni:

- la dotazione minima è dimensionata in modo da rendere possibile ai soggetti aziendali che vi devono provvedere, di farlo in tempo utile a consentire il reintegro del DPI prima dell'esaurimento della dotazione stessa

- il lavoratore è messo in condizione di avere gli spazi necessari per la conservazione della propria dotazione minima

- vi è un sistema di controllo che prevede la restituzione (o il controllo) del DPI non più idoneo a fronte della richiesta di reintegrazione della dotazione minima

Per ultimo è evidente che il dimensionamento della dotazione minima dipende dalle attività che svolge il lavoratore, dalla possibilità e frequenza di usura del DPI, dalla capacità organizzativa aziendale in termini di acquisti, e da ogni altro elemento che influenza il tempo intercorrente fra la perdita di efficacia del DPI e la sua reale sostituzione. E' evidente che il concetto di dotazione minima perde di significato nelle aziende di piccole dimensioni e comunque in tutte quelle aziende dove il datore di lavoro, avendo l'immediata disponibilità finanziaria e organizzativa, è in condizione di sostituire immediatamente il DPI ricorrendo immediatamente all'acquisto.

Fase 2: l'acquisto dei DPI

E' chiaro ed evidente che in questa fase la scelta dei DPI non più essere discussa, sia perchè non si hanno le giuste informazione sui rischi da mitigare, sia perchè il percorso per l'individuazione è stato di natura tecnico-scintifica-relazionale e ha visto il coinvolgimento di esperti tecnici, medico competente, lavoratori e loro rappresentanti. Pertanto mettere in discussione il DPI in questa fase significa disconoscere il valore del documento redatto come sintesi di un lavoro multidisciplinare fatto da una molteplicità di soggetti.

Purtroppo accade molto spesso che l'Elenco dei DPI aziendali si contri con ragioni economiche legate alle disponibilità in capo ai soggetti che devono provvedere all'acquisto e che la conseguenza è quella, da un lato, di non acquistare il numero necessario ai fini della dotazione minima, e dall'altro, di non acquistare DPI con le caratteristiche indicate nell'Elenco per diminuire i costi.

Inoltre possono sorgere problematiche relative alla identificazione di fornitori che non sono in grado di fornire tutti i necessari DPI per mancanza di prodotti che implica la necessità di identificare più fornitori cosa questa che, in genere, aumenta le procedure ed è non è gradita agli uffici acquisti.

In questa fase il datore di lavoro dovrà dirimere tutte le questioni e i conflitti che si presentano in azienda attraverso un documento procedurale denominato "procedure per gli acquisti dei DPI" il rispetto del quale garantisce la qualità del prodotto acquistato. Sarebbe del tutto inappropriato che, a fronte di un Elenco dei DPI aziendale vengano acquistati prodotti con caratteristiche tecniche diverse da quelle indicate.

Quindi il documento redatto nella fase 1, denominato "Elenco dei DPI aziendali" è da ritenersi fondamentale per la parte dell'organizzazione aziendale che si occupa del loro acquisto e assume il valore di capitolato speciale prestazionale della gara d'appalto per la loro fornitura.

Fase 3: il controllo e la consegna dei DPI

La fase della consegna dei DPI è spesso sottovalutata per vari motivi. E' per questo che occorre prestarvi molta attenzione.

Può accadere che la consegna dei DPI venga fatta direttamente ad un preposto che ritira i DPI per i suoi lavoratori. Inoltre può accadere che la registrazione del DPI consegnato sia effettuata ai soli fini contabili dell'ufficio acquisti per dimostrare che sono entrati tanti colli per quanti ne sono usciti, senza effettuare alcuna registrazione sull'avvenuta consegna del DPI al singolo lavoratore.

Ai fini dei precetti di salute e sicurezza dei lavoratori questo tipo di registrazioni non sono sufficienti. Cerchiamo di capire perchè.

Mentre la fase 1 rappresenta un momento fondamentale della elaborazione progettuale delle regole di salute e sicurezza aziendale, la presente fase rappresenta il primo momento della attuazione pratica di quel progetto. Infatti è in questo momento che si accerta che i DPI possiedono le caratteristiche tecniche indicate nell'elenco dei DPI aziendali, analogamente ai controlli sulla corrispondenza del calcestruzzo a quanto previsto nel progetto nella costruzione della nostra casa, che vengono effettuati all'atto della consegna. Pertanto è opportuno che il datore di lavoro elabori un documento procedurale denominato "procedure per il controllo e la consegna dei DPI" nel quale prescrivere le corrette procedure. In particolare è opportuno che siano i preposti in collaborazione con il responsabile dell'ufficio acquisti che effettuano un "verbale di controllo e accettazione dei DPI" teso ad accertare le caratteristiche tecniche e prestazionali dei DPI e, ove corrispondenti, ad accettarli. Occorre poi che i preposti consegnino ad ogni lavoratore i DPI avendo cura di aver accertato che il DPI sia ergonomicamente corretto (cioè che il lavoratore lo possa indossare correttamente in quanto ben si adatta alla sua corporatura) e adatto all'uso e avendo cura di redigere idoneo "verbale di consegna dei DPI" che rende evidenza che il preposto ha effettuato le seguenti attività:

- accertato che il DPI è ergonomico per il lavoratore e di facile utilizzo

- effettuato una informazione sul tipo di protezione del DPI e dei casi in cui occorre indossarlo

- ricordato ai lavoratori il divieto di manomettere i DPI

- ricordato ai lavoratori la necessità di reintegro in caso di carenza protettiva

A questo scopo è necessario prevedere l'elaborazione di un documento denominato "Documento dei DPI della mansione" da consegnare ai preposti per ogni mansione coordinata che contenga l'elenco dei DPI necessari per lo svolgimento delle singole mansioni

Fase 4: l'uso dei DPI

L'uso dei DPI da parte dei lavoratori deve avvenire seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite all'atto della consegna dei DPI, nell'ambito della formazione e, se necessario, nell'ambito dell'addestramento. Il lavoratore sarà il primo che dovrà accorgersi del venir meno delle caratteristiche di protezione del DPI e dovrà rivolgersi al suo diretto superiore. Ove vi sia la presenza di na dotazione minima dovrà (in maniera consapevole) procedere alla sua sostituzione richiedendo nel contempo il reintegro della dotazione minima.

A questo scopo è necessario prevedere l'elaborazione di un documento denominato "Documento per l'uso dei DPI della mansione" da consegnare ai lavoratori al fine di metterli a conoscenza di quali DPI dovranno utilizzare a fronte dei rischi valutati nel documento di valutazione dei rischi della mansione.

Fase 5: il reintegro dei DPI

Questa è l'ultima fase di tutto il protocollo dei DPI. Quando i DPI devono essere reintegrati il lavoratore informa il diretto superiore (preposto) il quale si attiva per richiedere il reintegro e la sostituzione del DPI che avviene seguendo le procedure indicate nelle fasi 2 e 3. E' quasi inutile ricordare che in assenza di sostituzione o reintegro del DPI quella attività non potrà essere effettuata ed il preposto è il primo soggetto che deve vigilare per impedire l'attività.

Nella prossima lezione parleremo del protocollo sanitario che rappresenta il documento fondamentale di tutta la sorveglianza sanitaria in azienda, come misura di prevenzione.

Per saperne di più consultare la sezione pubblicazioni.